giovedì 21 settembre 2017

In quanto tempo il fegato smaltisce l'alcool ?

Farmajet vi consiglia la lettura dell'articolo di Maria Grazia Piemontese

In condizioni di buona salute, un bicchiere di vino durante i pasti non fa male a nessuno, al contrario di quanto accade con l’abuso di alcol e cattive abitudini che possono arrecare gravi danni a tutto l’organismo.
Per capire perché è necessario bere alcolici con moderazione, può essere utile sapere come si metabolizza l’alcol e in quanto tempo si smaltisce.

Come si metabolizza l’alcol?

Seguiamo il percorso di un bicchiere di vino. Una volta sorseggiato, l’alcol della bevanda è subito assorbito dallo stomaco per il 20% e dall’intestino dall’80%. Il processo di assorbimento dell’alcol richiede un tempo variabile perché legato alle condizioni fisiologiche individuali:

  • Sesso: a qualsiasi età, le donne riescono a smaltire la metà dell’alcol rispetto agli uomini.
  • Età: è assente fino ai 16 anni ed efficiente a partire dai 21.
  • Stato di sazietà: l’assorbimento dell’alcol è più veloce a digiuno che a pancia piena, per questo si sconsiglia di bere alcolici lontano dai pasti.

Attraverso stomaco e intestino, l’alcol è immesso nel sangue e raggiunge il fegato, l’organo preposto a molteplici funzioni tra le quali quella di metabolizzare l’alcol: attività necessaria perché l’alcol è una sostanza tossica per l’organismo umano.

Per farlo, il fegato usa l’enzima alcol-deidrogenasi e trasforma il 90-98% dell’alcol nel sangue in sostanze tollerate. Il restante 2-10% è eliminato con urina, feci, sudore e respiro.

In quanto tempo il fegato smaltisce l’alcol?

La risposta è dipende. La capacità del fegato di smaltire l’alcol è correlata alla quantità della sostanza ingerita e può aumentare. Si potrebbe dire che è possibile accrescere il limite di tolleranza all’alcol: più se ne bene e più il fegato riesce a smaltirne, ma non è così e sarebbe molto pericoloso diffondere questo ragionamento.

Più correttamente diciamo che dopo un’ora dall’assunzione, l’alcol si deposita nei muscoli e nei tessuti, e che in media il fegato metabolizza circa 7 grammi di alcol all’ora. Nel frattempo, il restante alcol circola liberamente nel sangue arrecando danni a tessuti, cellule e organi che incontra per la sua strada.

L’abuso persistente di bevande alcoliche espone al rischio di:
  • Accelerare il metabolismo dei farmaci.
  • Danneggiare le cellule epatiche: steatosi epatica, epatopatie acute o croniche.
  • Uccidere le cellule del fegato: cirrosi epatica. 
 farmajet consiglia per depurare il fegato

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venerdì 15 settembre 2017

Melcalin nuova linea di Integratori di Biotekna

Melcalin® è una linea di supplementi alimentari di BioTekna Biomedical Technologies specificamente studiati per il recupero dell’equilibrio acido-basico, delle funzionalità metaboliche e neuroimmuno- endocrine, per il recupero della sintomatologia vaga ed aspecifica MUS e il raggiungimento del benessere psicofisico.    
Melcalin® è una linea di supplementi alimentari ideati fondendo le conoscenze derivanti dalla tradizione, dalla fisiologia, dalla letteratura scientifica, dalle conoscenze della neuroimmunoendocrinologia e metabolismo, della sintomatologia vaga ed aspecifica MUS oltre che da studi su grandi popolazioni della composizione corporea; dal mix di questi elementi nasce una linea di prodotti utili non solo ad integrare le carenze di vitamine e minerali che possono presentarsi a causa di cattive abitudini alimentari e dello stile di vita ma anche ad intervenire in caso di sintomatologia di natura vaga ed aspecifica (MUS) (vd. Stress, sintomatologia vaga ed aspecifica, infiammazione cronica), per recuperare l’equilibrio acido-basico o le funzionalità metaboliche e neuroimmunoendocrine.Le materie prime dei supplementi Melcalin sono state scelte valutando i principi attivi con documentata attività biologica e analizzando accuratamente il dosaggio e le proporzioni tra i componenti all’interno delle formulazioni, viene garantita una filiera produttiva certificata e i controlli vengono effettuati su ogni lotto di produzione per accertarne i requisiti di conformità infine, non da ultimo, va aggiunto che la maggior parte dei supplementi è esente da glutine e lattosio.
I singoli prodotti sono stati studiati anche considerando il PRAL (Potential Renal Acid Load -carico acido renale potenziale) (vd. PRAL, GL, infiammazione e stress: evidenze cliniche) pertanto dove possibile dalla formulazione, l’effetto dei composti attivi è stato combinato con sostanze a PRAL negativo (supporto tampone) in modo da integrarne gli effetti positivi antinfiammatori.
I prodotti della linea Melcalin coprono diversi campi d’azione: problematiche legate al sistema nervoso, gastro-intestinale, muscolare, all’apparato osseo e cardio-vascolare, metabolico oltre a disturbi di natura infiammatoria.
E’ noto che la semplice supplementazione di minerali può non portare ad alcun beneficio se non viene valutato il rapporto tra i singoli elementi in fisiologia: sintomi quali tachicardia, stanchezza, perdita di forza, crampi, fibromialgie, gonfiore addominale, acidità di stomaco, stipsi, colon irritabile, disturbi dell’umore e irritabilità sono legati a squilibri nella conduzione nervosa, in particolare ad un’alterazione del rapporto tra potassio e magnesio; in questo caso la semplice supplementazione con i due minerali non è sufficiente a risolvere la problematica, è necessaria un’integrazione atta a ripristinare il giusto rapporto tra i due minerali e quindi a ristabilire un corretto potenziale d’azione. La stessa situazione si verifica per il trattamento di patologie di natura infiammatoria cronica sistemica come le patologie autoimmuni (es. dermatite atopica, psoriasi, artrite reumatoide, polimialgia reumatica, fibromialgia, riniti allergiche, forme asmatiche, sclerosi multipla): l’assunzione di acidi grassi polinsaturi omega-3 (EPA e DHA) si è dimostrata particolarmente indicata per la soppressione dei processi infiammatori grazie all’inibizione della sintesi degli eicosanoidi proinfiammatori tuttavia, quello che rende efficace il prodotto non è solo la presenza di EPA e DHA ma soprattutto il rapporto i due acidi grassi a cui si aggiungono i benefici dell’azione antinfiammatoria del Luppolo.
La linea Melcalin si rivolge anche a problematiche più specifiche come l’osteoporosi: una corretta alimentazione che sia in grado di abbassare il carico acido e supplementi studiati ad hoc per la massa ossea rappresentano un intervento efficace e duraturo nel tempo; anche la prevenzione cardio-vascolare è un argomento su cui si è puntato: prevenire gli eventi cardio-vascolari regolarizzando il quadro lipidico con integratori a base vegetale e migliorando il tono vascolare e il microcircolo rappresenta una strategia vincente nei soggetti con rischio cardio-vascolare ma ha dimostrato portare a notevoli benefici in termini di miglioramento dello stato di benessere anche in soggetti che soffrono solamente di stanchezza e gonfiore agli arti inferiori.
I prodotti Melcalin comprendono anche supplementi multiminerali particolarmente indicati nel periodo estivo, nello sportivo o in tutti i soggetti che praticano attività fisica per assicurare un adeguato apporto idrosalino, fornire una maggiore resistenza e rendimento nell’attività fisica e per evitare lesioni rese più facili dalla condizione di acidosi.
L’integrazione con i supplementi Melcalin rappresenta un aiuto straordinario per il recupero di pazienti con sintomatologia vaga ed aspecifica oltre a essere un ottimo strumento in caso di patologie infiammatorie e un valido supporto per la protezione cardio-vascolare e l’integrazione nello sportivo.

giovedì 14 settembre 2017

Dercos Densi Solutions

DERCOS DENSI SOLUTIONS

Densi-Solutions Trattamento Concentrato Moltiplicatore di Massa Capillare   Nuovo
Trattamenti per capelli - Trattamento
DENSI-SOLUTIONS è la gamma DERCOS ideata per restituire densità alla capigliatura e spessore alla fibra, ridonando volume, giorno dopo giorno.Questo Trattamento Concentrato per il cuoio capelluto agisce alla radice per infoltire i capelli. La capigliatura è visibilmente più densa e più forte, applicazione dopo applicazione**.Per tutte le donne che soffrono di diradamento capillare, assottigliamento, diminuzione di densità e volume dei capelli, e che li desiderano più forti e densi.
QUANDOPiù volte a settimana
BENEFICIOLa capigliatura appare visibilmente più forte e più densa.

Efficacia
Dopo il primo utilizzo: aumenta il corpo del capello con l'utilizzo della routine completa (Shampoo Rigenera Spessore + Balsamo Rigenera Spessore)*.Dalla seconda settimana di applicazione, l'80% dei soggetti nota una capigliatura più densa, il 90% più forte**.
Applicazione
Applicare il prodotto spruzzandone 5 pressioni alle radici sezione per sezione.  Massaggiare il cuoio capellutto con la punta delle dita per assicurarsi che il prodotto venga assorbito. Non risciacquare.
Formula
Senza Parabeni. Senza Siliconi. Senza Coloranti.
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mercoledì 13 settembre 2017

Kijimea colon irritabile che cos'è e a cosa serve

KIJIMEA
Colon Irritabile

Per il trattamento della sindrome del colon irritabile con i sintomi caratteristici
di stitichezza, diarrea, dolori addominali, flatulenza e meteorismo

Dispositivo medico


Leggere con attenzione queste istruzioni per l’uso, poiché contengono informazioni importanti.
Questo dispositivo medico può essere acquistato senza prescrizione medica, deve essere tuttavia utilizzato correttamente per un esito ottimale del trattamento.

• Conservare queste istruzioni per l’uso, nel caso in cui ci fosse il bisogno di consultarle nuovamente.
• Per maggiori informazioni e consigli, rivolgersi al proprio farmacista.
• Consultare il medico se i sintomi peggiorano o non migliorano.

Queste istruzioni per l’uso contengono le seguenti informazioni:
1. Che cos’è Kijimea Colon Irritabile capsule e perché si usa.
2. A cosa bisogna prestare attenzione prima di assumere Kijimea Colon Irritabile capsule.
3. Come si utilizza Kijimea Colon Irritabile capsule.
4. Possibili effetti indesiderati.
5. Come si conserva Kijimea Colon Irritabile capsule e qual è la sua scadenza.
6. Ulteriori informazioni.

1. Che cos’è Kijimea Colon Irritabile capsule e perché si usa
Questo dispositivo medico contiene il ceppo di bifidobatteri B. bifidum MIMBb75.
Si usa per il trattamento della sindrome del colon irritabile con i sintomi caratteristici di stitichezza, diarrea, dolori addominali, flatulenze e meteorismo.

2. A cosa bisogna prestare attenzione prima di assumere Kijimea Colon Irritabile capsule

Kijimea Colon Irritabile capsule non contiene conservanti, edulcoranti, aromi, lattosio o glutine e può essere assunto senza problemi anche da pazienti diabetici.

Durante la gravidanza e l’allattamento
Non vi sono dati noti che sconsiglino l’assunzione di Kijimea Colon Irritabile capsule durante la gravidanza e l’allattamento.

Nei bambini
Non vi sono dati noti che sconsiglino l’assunzione di Kijimea Colon Irritabile capsule da parte di bambini e adolescenti.

Assunzione di Kijimea Colon Irritabile capsule con medicinali
Non sono note interazioni con medicinali.

Altre avvertenze
Consultare il medico in caso di nuovi disturbi o disturbi persistenti, così da accertarne la causa e l’eventuale patologia generale da trattare.

3. Come si utilizza Kijimea Colon Irritabile capsule
Assumere sempre Kijimea Colon Irritabile capsule attenendosi esattamente alle informazioni riportate in queste istruzioni per l’uso. In caso di dubbi, consultare il proprio medico o farmacista.
Le seguenti istruzioni sono valide salvo diversa prescrizione di Kijimea Colon Irritabile capsule da parte del medico. Seguire scrupolosamente le istruzioni per l’uso, poiché in caso contrario Kijimea Colon Irritabile capsule può non agire in modo efficace.
Assumere due capsule di Kijimea Colon Irritabile 1 volta al giorno durante i pasti. Le capsule vanno assunte senza masticare e con una quantità sufficiente di liquido (ad esempio 1 bicchiere d’acqua).
Per un risultato ottimale, assumere Kijimea Colon Irritabile capsule per almeno quattro settimane, preferibilmente tuttavia per dodici settimane. Un primo sollievo dai disturbi dovrebbe verificarsi dopo circa una settimana di regolare assunzione.

4. Possibili effetti indesiderati
Non sono stati sinora osservati effetti indesiderati correlati all’uso di Kijimea Colon Irritabile capsule.
In caso di comparsa di effetti indesiderati, informare il produttore riportato in queste istruzioni per l’uso.

5. Come si conserva Kijimea Colon Irritabile capsule e qual è la sua scadenza
Conservare Kijimea Colon Irritabile capsule a temperatura inferiore a 25°C, in luogo asciutto.
Tenere il prodotto fuori dalla portata dei bambini.
Non usare Kijimea Colon Irritabile capsule dopo la data di scadenza riportata sulla confezione.

6. Ulteriori informazioni
Kijimea Colon Irritabile capsule contiene il ceppo di bifidobatteri B. bifidum MIMBb75.
Gli eccipienti sono: amido di mais, ipromellosa, stearato di magnesio, biossido di silicio, biossido di titanio, ossido di ferro, blu brillante FCF.

È un dispositivo medico CE 0481

Formato
14 capsule.

Cod.KR-IT-9704888


Serplus complex che cos'e e a cosa serve

Serplus Complex innovazione da Kolfarma
il prodotto lo trovate su Farmajet al miglior prezzo di mercato

Serplus  Complex
INTEGRA l'ALIMENTAZIONE quando l'intestino, logorato da stress, farmaci e additivi alimentari, non riesce a ricavare dalla dieta tutto il triptofano necessario alla sintesi di serotonina. Il Serplus è un nutraceutico naturale il cui principio attivo è l'alfa-lattoalbumina. Il Serplus è un integratore alimentare brevettato, registrato al Ministero della Salute nel 2007 (reg. 07 19056-Y).
La biodisponibilità dell'alfa-lattoalbumina è massima: tutta la dose assunta oralmente viene rapidamente demolita a peptidi, che sono completamente assorbiti dal sistema gastrointestinale. Caratteristica peculiarie di questa proteina è il suo elevato contenuto di triptofano, unico precursore della serotonina. L'alfa-lattoalbumina è la sieroproteina maggiormente presente nel latte, soprattutto in quello umano. Infatti, nel nostro colostro rappresenta addirittura il 40% delle proteine. L'alfa-lattoalbumina è la proteina che la Natura ha scelto per l'uomo. Le sue azioni a livello intestinale sono fondamentali per lo sviluppo cerebrale del neonato.
Lo sviluppo cerebrale infatti dipende dalla disponibilità di serotonina cerebrale. Un recentissimo studio su animali[1] dimostra che ripetute assunzioni orali giornaliere di alfa-lattoalbumina sono in grado di aumentare la sintesi cerebrale di serotonina; agendo, quindi, in modo assolutamente naturale e senza alcun effetto collaterale, così come la Natura ha predisposto. Molte sintomatologie neurologiche sono dovute a deficit di serotonina cerebrale.
La più nota è la depressione, in cui il deficit di serotonina fu ipotizzato già dal 1965, mediante misure dei livelli urinari dei suoi cataboliti. Dal 1970 la terapia farmacologica della depressione si basa sul potenziamento della serotonina cerebrale. Il deficit di serotonina cerebrale è stato riportato peggiorare l’aggressività, il nervosismo, l’affaticamento, la depressione del tono dell'umore, l’ansia, l’insonnia, le cefalee, il dolore cronico.

Le siero-proteine rappresentano un alimento eccezionale: sono la principale fonte naturale conosciuta di ammino-acidi ramificati e permettono un nutrimento immediato poiché sono complete di tutti gli ammino-acidi essenziali (quelli cioè che il nostro organismo NON è in grado di sintetizzare e che quindi assume solo con l'alimentazione).
Le siero-proteine mostrano elevata disponibilità poiché, non precipitando nell'ambiente acido dello stomaco, arrivano nell'intestino completamente demolite a peptidi che superano liberamente la membrana intestinale. Quindi nel sangue continua la loro demolizione fino ad ammino-acidi liberi, producendo un aumento dei livelli plasmatici degli ammino-acidi che le costituiscono (Altre proteine precipitano nell'ambiente acido dello stomaco e già lì vengono in buona parte demolite ad ammino-acidi liberi che sono invece scarsamente assorbiti dall'intestino).
L'alfa-lattoalbumina è la siero-proteina maggiormente presente nel latte materno, dove rappresenta circa il 25% di tutte le proteine, mentre nel colostro ne rappresenta addirittura il 40%. Caratteristica peculiare di questa proteina è il suo elevato contenuto di triptofano, unico precursore della serotonina, e la scarsità degli altri ammino-acidi che competono con il triptofano per la captazione cerebrale (dal sangue al cervello) cioè gli LNAAs (Large Neutral Amino Acids: tirosina, vaiina, metionina. isoleucina. leucina, fenllalanina).
Le più importanti caratteristiche dell'alfa-lattoalbumina sono la tollerabilità, la digeribilità, la solubilità, l'elevato potere nutritivo, la massima biodisponibilità. Nel latte materno l'alfa-lattoalbumina è responsabile della riduzione della permeabilità Intestinale, massima al momento della nascita, e dell'attivazione dei processi assorbitivi/difensivi intestinali.

I frutto-oligosaccaridi (FOS) e l'inulina sono fibre non digeribili; non venendo scisse dagli enzimi dello stomaco, arrivano Integre al colon, dove fermentano, producendo gli acidi grassi a corta catena (es. butirrato) che costituiscono il principale nutrimento delle cellule intestinali, che quindi possono rispondere meglio alle stimolazioni dell'alfa-lattoalbumina.
La Stevia è stata scelta per avere indice e carico glicemico nullo e per le sue proprietà disinfiammanti e antiossidanti. La formulazione dell'alfa-lattoalbumina con FOS e inulina rappresenta una combinazione originale e innovativa.
  • Contiene derivati del latte.

MODALITA' D'USO

Da 1 a 2 bustine al giorno. Per un corretto effetto a livello intestinale si consiglia l'assunzione a stomaco vuoto e almeno mezz'ora prima di pasti proteici.
Versare il contenuto in un bicchiere, aggiungere due dita d'acqua e mescolare fino a scioglimento.

AVVERTENZE

  • Tenere fuori dalla portata del bambini. Non assumere il prodotto in gravidanza e durante l'allattamento.
  • Non eccedere la dose giornaliera raccomandata.
  • Gli Integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di un sano stile di vita.
  • Non consumare decorso il termine ultimo di conservazione. La data di scadenza si riferisce al prodotto in confezione integra e correttamente conservato.
  • Conservare in luogo fresco (< 25°) ed asciutto e al riparo da fonti di luce e calore.

INGREDIENTI

Alfa-Lattoalbumina, Fruttoiigosaccaridi, Inulina, Maltodestrina, Rebauside A da Stevia (Stevia Rebaudiana, Foglie), Emulsionante: Polisorbato 80.
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martedì 12 settembre 2017

Afta cos'è e come si cura

Cos’è. L’afta è un’ulcera mucosa che si forma all’interno della cavità orale, ha un aspetto tondeggiante e provoca un fastidioso dolore. Probabilmente molti di voi la conoscono bene, dal momento che si tratta di una patologia molto diffusa soprattutto nella fascia d’età tra i 10 e i 20 anni.
Tipologie. Ci sono diverse tipologie di afta – afta gigante, miliare, orale, volgare – e per l’approfondimento a riguardo rimandiamo la lettura delle definizioni che trovate nell’Atlante Dinamico Anatomico di ABCsalute.it. Qui invece analizziamo le caratteristiche della comune afta.
Cause. Non si conoscono con certezza le cause scatenanti dell’afta, di certo ci sono alcuni elementi e tante cattive abitudini che concorrono a facilitarne la nascita:
  • cattiva igiene orale;
  • tabagismo;
  • presenza di virus e batteri, introdotti anche con la cattiva abitudine di mordicchiare la matita o mettere in bocca le mani sporche;
  • apparecchi ortodontici sbagliati o troppo stretti;
  • alcune patologie, come il diabete e la celiachia;
  • uso prolungato di antibiotici e farmaci a base di cortisone;
  • carenze alimentari di ferro e vitamine C e B12;
  • prolungati stati di ansia e stress;
  • familiarità.
Sintomi. La comparsa di un’afta si preannuncia con un bruciore diffuso nella zona interessata, che diviene dolore man mano che l’afta cresce fino a raggiungere anche i 10mm di diametro. Inizialmente la mucosa colpita dall’afta ha un colore rosso vivo, poi si sviluppa fino a diventare una bolla che scoppiando crea un’ulcera bianco – giallastra. A questo punto il bruciore si trasforma in dolore, che si acuisce mentre si mangia o si bevono liquidi troppo caldi.
Cura. La cura più immediata per l’afta è l’uso di spray a base di cortisone o di pomate locali a cui bisogna dare tempo di assorbirsi prima di bere e mangiare. Generalmente, però, le afte tendono a sparire spontaneamente dopo 5 o 15 giorni dalla loro comparsa, se così non è, e se anche i farmaci da banco non sono efficaci, allora è il caso di rivolgersi a un dentista.

articolo di Maria Grazia Piemontese

Farmajet vi consiglia per curare e prevenire tutta la linea Aftamed

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lunedì 11 settembre 2017

Pancia Piatta Rimedi naturali


Il gonfiore addominale è un disturbo contrastato da chi vuole una pancia piatta. Oltre a causare senso di pesantezza, il ventre gonfio è vissuto come un disagio specie a primavera quando si comincia a pensare alla prova costume che ci aspetta tra pochi mesi.

È bene chiarire la differenza tra pancia gonfia e grasso all’addome: il primo si crea quando il gas intestinale supera gli 0,5-1,5 litri, la quantità che è normalmente in grado di smaltire, mentre l’accumulo di grasso sulla pancia – più frequente nell’uomo che nella donna – è correlato a qualche chilo di troppo. In linea di massima, smaltire il grasso sull’addome è facile se si eccede di 2-3 chili e si segue con impegno un programma di esercizi e dieta mirati, mentre un sovrappeso più importante necessita di una guida medica da parte dello specialista in dietologia e nutrizionismo.

Dieta per la pancia piatta

Fatte le dovute premesse per scongiurare il ricorso a una dieta fai-da-te, se la pancia gonfia è un disturbo costante sarebbe bene eseguire delle analisi per appurare la presenza di patologie o intolleranze e allergie alimentari che possono manifestarsi anche con la ritenzione di gas intestinali, come l’intolleranza al lattosio.

Esclusa la causa medica, si può procedere con la selezione degli alimenti da inserire nella dieta per la pancia piatta, laddove per dieta si intende un sano regime alimentare rispettoso dei bisogni energetici e nutrizionali della singola persona: le nostre sono indicazioni generali e consigli di buon senso.

Chi periodicamente ha un ventre gonfio deve evitare il consumo di farine e zuccheri raffinati, dolci, legumi, verdure come broccoli, patate, verza e cavolfiore, anguria, latticini, grassi animali e preparazioni elaborate, e limitare il consumo di frutta secca. Per avere un ventre piatto è bene portare a tavola ananas, avocado, papaya, uva, kiwi, mirtilli, verdura a foglie larghe, carciofi, carne bianca e magra, come il tacchino e il pesce azzurro, pane e pasta integrali.

Per raggiungere l’obiettivo pancia piatta serve anche cucinare il cibo in modo sano – no alla frittura, sì alla cottura al vapore – usare il condimento a crudo – l’olio evo e il limone – distribuire i pasti durante la giornata per mangiare poco e spesso, e consumare la frutta lontano da pranzo e cena per non affaticare la digestione. Ultima accortezza è cenare almeno 3 ore prima di andare a letto così da scongiurare l’insonnia e favorire la digestione perché, si sa, il metabolismo rallenta mentre si dorme.

Rimedi naturali per la pancia piatta

Un discorso a parte meritano i liquidi. La pancia gonfia, tesa e dolorante è data anche dalla stitichezza e dal bere poca acqua. Per stare meglio bisogna ribaltare le cattive abitudini: evitare la stipsi scegliendo cibi ricchi di fibre che favoriscono il transito intestinale, e bere 2 litri di acqua al giorno per idratare l’organismo e contrastare la ritenzione idrica, tra le principali cause sia della cellulite che del senso di gonfiore.

Per avere la pancia piatta ci vengono in aiuto pochi ma efficaci rimedi naturali per il ventre sgonfio. Nei 2 litri di liquidi quotidiani è bene introdurre anche la tisana al finocchio, tiglio o malva, tutte piante dalle note proprietà digestive e depuranti. Può essere utile anche usare i semi di finocchio per condire l’insalata o in aggiunta ad altri ingredienti per la preparazione del cibo. L’infuso con le foglie di carciofo ha un’azione benefica sul fegato perché lo aiuta ad espellere le tossine in eccesso che contribuiscono a creare il gonfiore addominale.

Un altro rimedio naturale e piacevole per avere un ventre piatto è massaggiare la pancia stringendola tra le dita con una lieve ma decisa pressione così da stimolare la microcircolazione locale. Passeggiare nella natura e concedersi ogni giorno un momento di relax per sé ha un effetto senz’altro benefico su corpo e mente perché allenta la tensione e lo stress accumulati durante la giornata e concause del gonfiore addominale.

Esercizi per la pancia piatta

Così come la dieta non assicura risultati senza una costante attività fisica, allo stesso modo i consigli per avere l’addome piatto non possono prescindere dall’indicazione di alcuni esercizi mirati.

Camminare a passo svelto ogni giorno per 30 minuti, fare sport aerobici come step, corsa, cyclette e pallavolo sono attività piacevoli e sane da includere nella propria routine. Per avere la pancia piatta, però, si deve faticare con esercizi specifici, cioè facendo gli addominali alti, bassi e laterali.

In questo ci aiuta il nostro personal trainer Andrea Frisina che spiega quali sono gli esercizi mirati per gli addominali e il ventre piatto.
di Maria Grazia Piemontese

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